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Iran, il leader Khamenei: ricontare i voti

La Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, è favorevole a un parziale riconteggio dei voti, se necessario. Lo ha reso noto la tv di stato iraniana.

Oggi una «enorme manifestazione» dei sostenitori dell’ex candidato moderato alle presidenziali in Iran, Mir Hossein Mussavi, si è svolta oggi nel Nord di Teheran, secondo quanto ha riferito la televisione di Stato iraniana in lingua inglese, Press Tv.

I manifestanti, ha detto la giornalista dell’emittente sul posto, Homa Lezgi, si sono radunati sulla piazza Vanak e hanno marciato fino alla piazza Tajrish, alcuni chilometri più a Nord. La giornalista ha aggiunto che il raduno si è svolto in modo «pacifico». La televisione ha mostrato immagini dei manifestanti, moltissimi dei quali giovani e donne, che innalzavano fotografie di Mussavi e portavano ai polsi nastri verdi, il colore dello stesso ex candidato. Contemporaneamente, sulla piazza Vali Asr, una decina di chilometri più a Sud, erano radunati i sostenitori del presidente Mahmud Ahmadinejad.

Ieri, secondo quanto reso noto dalla radio statale, sette persone sono rimaste uccise ieri sera negli scontri seguiti a un «tentativo di assaltare una postazione militare» a Teheran. Nessun altro dettaglio è stato riferito dall’emittente, all’indomani dell’imponente manifestazione di piazza dei sostenitori del candidato sconfitto alle presidenziali Mirhossein Moussavi.

Le autorità iraniane avevano respinto la richiesta del leader moderato di consentire lo svolgimento di una marcia di protesta contro i risultati delle elezioni presidenziali. L’ayatollah Alì Khamenei ha chiesto a Moussavi di seguire le vie legali per portare avanti la sua battaglia contro l’esito del voto. Nonostante questo sono centinaia di migliaia le persone che sono scese in piazza. Il corteo, dove si trovava lo stesso Moussavi, da Piazza Azadi si è esteso oltre la piazza Imam Hossein, chilometri più a est.  Il lunghissimo viale su cui si sono ritrovati i sostenitori di Moussavi è lo stesso su cui si svolsero tra il 1978 e il 1979 alcune delle più imponenti manifestazioni durante la rivoluzione contro la monarchia Pahlavi.  Mentre a partire dalla testa, fino ad un certo punto del corteo, ci sono stati slogan di «Morte al dittatore» e «Gli iraniani preferiscono la morte all’umiliazione». Durante la manifestazione si sono uditi degli spari e secondo la tv locale e ci sarebbe stato un morto.

La tv di Stato, che ieri aveva trasmesso in diretta il raduno di decine di miglia sostenitori del presidente Mahmud Ahmadinejad, ha tardato a mostrare le immagini. La “Press TV” ha riferito che il ministero dell’Interno ha definito tale marcia “illegale”, si legge sul sito della Cnn. I sostenitori di Mousavi portano avanti la loro protesta contro l’esito del voto che ha assegnato la vittoria ad Ahmadinejad con più del 62 per cento delle preferenze, voto che Mousavi ha chiesto di annullare. «Alcuni elementi sedizioni – ha commentato il ministero dell’Interno – hanno pianificato una manifestazione». «Chiunque attenti alla pubblica sicurezza verrà trattato secondo i termini previsti dalla legge».

Kalameh Sabz, il giornale di Mousavi, è stato messo al bando. Il quotidiano riformista Sarmayeh fa sapere che la polizia ha fatto irruzione ieri nella sede del giornale, ha effettuato una perquisizione e ha sigillato l’edificio. Da ieri è vietato anche l’accesso a Youtube, dove venivano mostrate immagini degli scontri a Teheran riprese con i cellulari.

Cresce intanto l’allarme della comunità internazionale per gli scontri e gli arresti in Iran. La Germania ha convocato l’ambasciatore iraniano a Berlino e ha chiesto chiarimenti sulla correttezza della tornata elettorale, di cui Mousavi ha chiesto l’annullamento. Ahmadinejad, da parte sua, dice che le elezioni sono state «le più pulite» mai svolte in Iran, conferma la sua politica nucleare e sfida il presidente americano Barack Obama a un confronto in sede Onu.

Il quale ieri ha detto: «Spero che la autorità iraniane faranno il passo giusto, per fare in modo di rispondere alle voci e alle aspirazioni» del popolo. Precisando che è sua intenzione «difendere con forza il principio in base al quale le voci devono essere ascoltate e non soppresse».

fonte: l’unità

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