Potrebbero diventare cinquantamila le vittime del terremoto che lunedì ha colpito la Cina. Ad annunciarlo è stata la stessa tv di Stato cinese. Si continua a cercare tra le macerie, nella speranza di recuperare qualche sopravvissuto. E qualche volta ci si riesce: una bambina di undici anni è stata tirata fuori dai resti di una scuola crollata tre giorni dopo il sisma.
Nel frattempo qualcosa si muove sul fronte degli aiuti. Il governo cinese ha accettato infatti l’offerta di sostegno da parte del Giappone e di Taiwan, l’isola indipendente dal 1949 che Pechino continua a rivendicare come proprio territorio. Da Tokyo arriveranno squadre di soccorritori: per la prima volta dal sisma, dunque, la Cina acconsente all’ingresso di personale straniero. Anche lo stesso governo cinese si è organizzato per i soccorsi e giovedì verranno lanciati sul territorio della provincia dello Sichuan, quella più martoriata dal terremoto, cinquantamila pacchi di viveri, scarpe, vestiti e coperte.
Intanto, il primo ministro cinese Wen Jiabao dopo aver visitato mercoledì la città di Yingxiu, epicentro della tragedia, giovedì si è invece recato a Qingchuan, dove il crollo di uan scuola ha causato al morte di decine e decine di bambini. Wen ha voluto incoraggiare dottori e infermieri che stanno assistendo i feriti: «Il partito e il governo vi sono grati – ha detto – Il popolo ha bisogno di voi, vi considerano di famiglia: ogni vostra azione e parola rappresenta il governo».
fonte: unita.it
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